1968-2008 A 40 anni il Mito è morto e sepolto

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Avevo amici che erano stati in Francia nel maggio 1968, che già negli anni 80 vivevano la sindrome del reduce e dicevano: abbiamo perso e non c’è più nulla da fare. Loro che avevano visto le barricate, le occupazioni alla Sorbona, le assemblee e i cortei di studenti rivoluzionari avevano ben compreso che dopo la fiammata che aveva incendiato il mondo i capitalisti, le multinazionali, i militari e le destre si sarebbero ripreso tutto e anche di più. Senza far prigionieri, così infatti è stato soprattutto in Sudamerica, USa e Grecia. In Italia ci ha pensato Berlusconi con le sue televisioni ad affossare ogni utopia anticonsumistica e libertaria, ma anche quello che era il PCI ha fatto il suo sporco lavoro. Non mi stupisce quindi il fatto che molti di coloro che il 68 l’abbiano davvero vissuto non abbiano oggi intenzione di commemorarlo. Qualcuno ha anche detto che sarebbe come un funerale in pompa magna. Sarkos ha già detto che lui sarà il becchino del 68, Veltroni e Prodi non sanno neanche da che parte è cominciato nè come è finito, gli USA hanno la memoria corta come tutti i malati di demenza senile per cui spero proprio che quest’anno non vi siano le solite commemorazioni. Il 68 è morto e lotta insieme a chi come Marcos e pochi altri hanno compreso che fino a quando vi sarà ingiustizia, repressione e guerra occorrerà lottare
1968-2008 A 40 anni il Mito è morto e sepoltoultima modifica: 2008-01-03T14:07:08+00:00da anarcopan
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